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Data analysis: cos’è, come funziona e perché è il motore dei progetti di innovazione

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Ogni organizzazione, oggi, produce dati: transazioni, sensori, log di sistema, interazioni, questionari, immagini. Il punto non è più raccoglierli (quello avviene comunque), ma capire cosa farne. È qui che entra in gioco la data analysis, la disciplina che trasforma numeri grezzi in decisioni strategiche.

Per un centro di ricerca e sviluppo come PMF Research, che dal 2003 lavora su AR/VR, intelligenza artificiale (IA), IoT, blockchain e big data, l’analisi dei dati non è un servizio accessorio: è lo strato che tiene insieme quasi tutti i progetti di innovazione, finanziati con risorse nazionali ed europee.

Oggi vedremo cos’è la data analysis, come funziona, chi se ne occupa e perché è diventata una componente ricorrente nei bandi. Scopri di più! Continua a leggere.

Indice dei contenuti

Cosa si intende per data analysis?

La data analysis, che in italiano vuol dire letteralmente analisi dei dati, è il processo di ispezione, pulizia, trasformazione e modellazione di dati grezzi in informazioni utili, che corroborino il processo decisionale. È un campo interdisciplinare che combina statistica, informatica e business intelligence.

La definizione, però, ci dice solo metà della storia. L’analisi dei dati non si limita a organizzare le informazioni: mira a interpretarle, facendo emergere tendenze, correlazioni e relazioni nascoste che nessuno aveva cercato prima. Ed è un processo iterativo: ogni ciclo di analisi genera nuove domande, che richiedono nuovi dati e nuove verifiche.

Un secondo elemento distingue una buona analisi da un semplice report: la capacità di tradurre il risultato tecnico in una raccomandazione comprensibile ai decisori. Un modello statistico impeccabile che nessuno sa leggere non produce, infatti, alcun valore.

data analysis infografica

Come funziona l’analisi dei dati? Le 4 fasi

Il processo di data analysis è strutturato, tipicamente, in 4 fasi.

1. Raccolta dei dati

Si identificano le fonti (database interni, sensori IoT, piattaforme online, open data, questionari, ecc.) e si acquisiscono i dati. A seguire, la pianificazione è decisiva: un campione non rappresentativo porta a conclusioni sbagliate, anche con la migliore delle analisi a valle. In questa fase, oltretutto, vanno considerati i vincoli etici e normativi, GDPR incluso.

2. Pulizia e preparazione

I dati reali sono quasi sempre “sporchi”: valori mancanti, formati incoerenti, duplicati, errori di battitura. Questa fase (normalizzazione, codifica delle variabili, feature engineering, aggregazione) è senz’altro la più costosa in termini di tempo e vale il vecchio adagio “garbage in, garbage out”, che vuol dire “spazzatura dentro, spazzatura fuori” e si riferisce al fatto che se si inseriscono dati errati, il sistema restituirà inevitabilmente risultati sbagliati o inutili.

3. Analisi vera e propria

Durante l’analisi si applicano tecniche appropriate: test statistici, algoritmi di machine learning, text mining, analisi delle serie temporali. La scelta dipende dalla domanda di partenza, non dallo strumento disponibile.

4. Validazione e comunicazione

I risultati vanno verificati per robustezza e generalizzabilità, poi restituiti attraverso dashboard, visualizzazioni e report leggibili dagli stakeholder.

Quanti tipi di data analysis esistono?

Le tecniche di analisi dei dati sono organizzate in 4 livelli di maturità crescente, ciascuno associato a una domanda diversa:

A monte di tutti, l’analisi esplorativa serve a orientarsi in un dataset nuovo e a formulare le ipotesi da testare.

Gli strumenti dell’analisi dei dati

Non esiste uno strumento universale: la scelta dipende dal volume dei dati, dalla complessità dell’analisi e dalle competenze del team. Gli strumenti più diffusi sono:

Nella pratica, un progetto reale ne combina più d’uno, sfruttando i punti di forza di tutti.

Cosa fa un data analyst?

Il data analyst è la figura professionale che presidia il processo di analisi dei dati. La sua mansione centrale, in una parola, è la traduzione: trasforma cioè dati grezzi in informazioni utili per le decisioni di business o di progetto.

Le sue attività tipiche sono:

Sul piano tecnico servono basi solide di matematica, statistica e informatica, padronanza di SQL, di almeno un linguaggio tra Python e R e dimestichezza con gli strumenti di data visualization e business intelligence. Sul piano delle soft skill contano ragionamento logico, problem solving, precisione e soprattutto capacità comunicativa.

Il data analyst va distinto da due figure vicine. Il data scientist parte dagli stessi dati ma progetta modelli matematici e predittivi, con largo uso di machine learning. Il data engineer costruisce e mantiene l’infrastruttura (pipeline, architetture, accessibilità dei dati) rendendo possibile il lavoro degli altri due.

Quanto guadagna un data analyst?

Le retribuzioni variano sensibilmente in base a seniority, settore e area geografica. Secondo le rilevazioni più recenti dei principali portali di benchmark retributivo, in Italia lo scenario è indicativamente questo:

Lo stipendio medio nazionale si colloca, quindi, intorno ai 30.000–36.000 euro lordi annui. Le retribuzioni più alte si concentrano nei settori ICT, bancario, assicurativo, farmaceutico ed e-commerce e nei poli tecnologici di Milano e Roma. Il confronto internazionale resta sfavorevole: in Germania i profili intermedi viaggiano tra i 55.000 e i 70.000 euro, ma il divario si sta riducendo per effetto della scarsità di professionisti qualificati.

La data analysis nei progetti di ricerca

C’è un aspetto della data analysis che raramente appare negli articoli divulgativi, ma che è decisivo per imprese, università ed enti: l’analisi dei dati è ormai un work package trasversale in quasi tutti i programmi di finanziamento.

Horizon Europe, i bandi FESR regionali, i programmi nazionali di ricerca e sviluppo, Erasmus+, i fondi per la transizione verde e digitale delle PMI: in tutti questi contesti la raccolta e l’elaborazione dei dati non è un dettaglio, ma un requisito valutativo. I bandi chiedono metodologie di analisi esplicitate, indicatori misurabili, data management plan conformi al GDPR, validazione dei risultati e campagne di disseminazione.

Tradotto: un consorzio che presenta un progetto senza una componente di data analysis parte con un forte handicap già in fase di valutazione. E costruire quella componente richiede un partner che abbia lavorato a quei meccanismi.

Cerchi un partner per un progetto di ricerca? Lo hai trovato!

PMF Research è un centro di ricerca e sviluppo in ICT con sede a Catania, iscritto alla Sezione Speciale PMI Innovative del Registro delle Imprese.

Le nostre attività di R&S hanno ottenuto sovvenzioni dal PON Imprese e Competitività, dal PON MIUR Ricerca e Competitività 2007-2013, dal PO FESR e dal POR Sicilia, da Erasmus+ e dal Lifelong Learning Programme.

Tra i progetti realizzati: SECESTA ViaSafe e AMELIE, finanziati dal PO FESR Sicilia 2014/2020; MINERVA, finanziato dal PON Imprese e Competitività 2014-2020; e Age-SenseAI, progetto PNRR (Missione 4 “Istruzione e ricerca” – Componente 2 – Investimento 1.3, NextGenerationEU) concluso nel 2025, in cui PMF Research ha coordinato il work package dedicato alla rappresentazione e visualizzazione dei dati e ha progettato la piattaforma cloud su architettura AWS in cui confluiscono i dati della rete sensoriale e gli algoritmi di intelligenza artificiale. Proprio Age-SenseAI mostra il tipo di contributo che portiamo in un consorzio: fusione dei dati provenienti da fonti eterogenee, elaborazione con tecniche di AI e restituzione dei risultati in forma leggibile.

Se stai costruendo un partenariato per un progetto, nazionale o europeo, che prevede raccolta, elaborazione o analisi dei dati, possiamo affiancarti come partner tecnico o scientifico: dalla definizione dell’approccio metodologico alla progettazione dell’architettura dati, dallo sviluppo dei modelli analitici alla validazione dei risultati e alla loro comunicazione.

Parliamone. Contattaci descrivendo brevemente la tua proposta: ti risponderemo con una valutazione concreta della possibilità di collaborazione.

Cerchi partner per progetti ICT? Chiedi a PMF Research compilando il contact form

PKU Smart Sensor

Il progetto PKU Smart Sensor (n. 08RG7211000341 – CUP G89J18000710007) è stato finanziato grazie al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) 2014/2020 Sicilia, nell’ambito dell’Asse 1 – Obiettivo Specifico 1.1 – Azione 1.1.5. “Realizzazione e validazione di un sistema Point-of-Care, per il monitoraggio home-testing di fenilalanina in pazienti affetti da iperfenilalaninemie”. Importo spesa ammissibile PMF Srl: 208.864,00 euro. Importo contributo PMF Srl: 146.674,00 euro. Il contenuto di questo sito web è sotto la responsabilità della PMF Srl e non riflette necessariamente le opinioni della Commissione Europea.

AMELIE

Il progetto AMELIE “Advanced framework for Manufacturing Engineering and product Lifecycle Enhancement” (n. 08CT6202000208 – CUP G69J18001010007) è stato finanziato grazie al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) 2014/2020 Sicilia, Azione 1.2.1_03. Importo spesa ammissibile P.M.F. Srl: 204.500,00 euro. Importo contributo PMF Srl: 108.800,00 euro. Il contenuto di questo sito web è sotto la responsabilità della PMF Srl e non riflette necessariamente le opinioni della Commissione Europea.

MINERVA

Il progetto MINERVA (n. F/190045/01/X44 – CUP B61B1900048008) è stato finanziato grazie al Fondo per la Crescita Sostenibile – Sportello “Fabbrica intelligente” PON I&C 2014-2020, di cui al DM 5 marzo 2018 Capo III. Metodi Innovativi e-learning e realtà virtuale in azienda. Importo spesa ammissibile PMF Srl: 274.791,25 euro. Importo contributo PMF Srl: 160.532,00 euro. Il contenuto di questo sito web è sotto la responsabilità della PMF Srl e non riflette necessariamente le opinioni della Commissione Europea.

SECESTA ViaSafe

Il progetto SECESTA ViaSafe (n. 08CT6202000208 – CUP G69J18001010007) è stato finanziato grazie al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) 2014/2020 Sicilia, nell’ambito dell’Asse 1 – Obiettivo Specifico 1.1 – Azione 1.1.5. “Applicazione della rete di monitoraggio dalla ricaduta di cenere vulcanica dell’Etna alla gestione della mobilità nel territorio etneo”. Importo spesa ammissibile PMF Srl: 267.400,00 euro. Importo contributo PMF Srl: 190.752,00 euro. Il contenuto di questo sito web è sotto la responsabilità della PMF Srl e non riflette necessariamente le opinioni della Commissione Europea.